Domenica 9 agosto alle ore 19 Altrimedia edizioni presenta la novità editoriale Cose e Cuselle d’u Timpe passète di Anita Pitrelli nella Sala consiliare del Comune di Canna.
Con la partecipazione del sindaco Paolo Stigliano l’editore dialogherà con l’autrice Anita Pitrelli sul valore di un patrimonio collettivo di ampio respiro che il volume intende custodire per contrastarne l’oblio, un’opera che nasce proprio dall’urgenza di custodire la memoria di una comunità e di restituire voce a luoghi, volti, riti e parole appartenenti a un tempo che rischia di allontanarsi, ma che continua a vivere nella coscienza collettiva,
Il titolo, nella sua espressività dialettale, introduce subito il lettore in un universo fatto di cose piccole e preziose, frammenti di vita, racconti familiari, consuetudini popolari e memorie condivise. Nella premessa, l’autrice definisce la raccolta come un percorso nato da ricordi, riflessioni e sensazioni legati al passato. Persone, fatti, luoghi e accadimenti lontani diventano materia poetica e narrativa, trasformandosi in immagini ora tenere e musicali, ora più forti e graffianti. Il risultato è un canto d’amore per una terra amata, uno sguardo partecipe su mondi dimenticati o perduti, ma ancora capaci di parlare al presente.
La silloge comprende 14 composizioni, ciascuna accompagnata dalla versione in lingua italiana. Attraverso i versi, Anita Pitrelli rievoca il paese natio e i suoi mille risvolti, l’opera diventa così una raccolta poetica e un documento culturale e affettivo. Nei suoi capitoli trovano infatti spazio cenni storici sulla cittadina di Canna, usanze e tradizioni, elementi di gastronomia, filastrocche, proverbi, modi di dire e un breve excursus nel lessico “cannese”. Il libro diventa così un archivio vivo, costruito sull’ascolto paziente delle voci degli anziani, dei contadini e di quanti hanno custodito, nel racconto orale, una parte importante dell’identità locale.
Con Cose e Cuselle d’u Timpe passète, Anita Pitrelli consegna ai lettori una testimonianza intensa sul valore della memoria come eredità collettiva. Il dialetto non è qui semplice colore linguistico, ma radice, appartenenza, strumento di riconoscimento e continuità. Accanto alla traduzione in italiano, esso permette di conservare suoni, sfumature, immagini e modi di pensare che appartengono alla vita profonda di una comunità. Il libro attraversa anche i grandi snodi della storia vissuta dalle piccole comunità: gli anni difficili delle guerre mondiali, il dopoguerra, i desideri di riscatto, le speranze, le rivendicazioni e le aspirazioni delle vecchie e nuove generazioni. In questo intreccio di memoria personale e memoria collettiva, la poesia diventa luogo di restituzione, cura e riconoscenza.
“Per Altrimedia Edizioni – evidenzia Gabriella lanzillotta, direttrice editoriale di Altrimedia Edizioni – pubblicare questa opera significa valorizzare un patrimonio immateriale fatto di parole, riti, gesti, sapori e racconti. Significa dare forma editoriale a un mondo che non appartiene soltanto al passato, ma continua a interrogare il presente sul senso delle radici, della comunità e della trasmissione culturale.”
Anita Pitrelli nata in terra di Calabria nel 1938, ha trascorso oltre 60 anni nella cittò di Taranto, tra studio, famiglia e lavoro e per questo, si considera tarantina di adozione.Ha pubblicato alcuni lavori in prosa,e poesia, tra cui la raccolta di poesieFrammenti di vita (Edizioni Lo Faro, Roma, 1999).
