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“Distruggere per rinascere” del dott. Roberto Ausilio: un’interpretazione inedita e affascinante del 2 Luglio, una mappa per il proprio labirinto interiore

“La Bruna ci ricorda che la vita non è fatta solo per essere conservata.

È fatta per essere vissuta.

Amata.

Trasformata.

Ci ricorda che non tutto ciò che finisce è una sconfitta.

E che non tutto ciò che tratteniamo ci protegge.”

È del dottor Roberto Ausilio – psicologo della salute, psicoterapeuta EMDR e formatore – la narrazione della Festa della Bruna in chiave psicologica: leggere il suo Distruggere per rinascere (qui il link per acquistarlo https://www.amazon.it/Distruggere-rinascere-Psicologia-della-Matera-ebook/dp/B0GZHHMZSJ) significa essere accompagnati in un’interpretazione inedita e affascinante del 2 Luglio. La sua è una descrizione veicolata dall’impatto emotivo della Festa (da materano che da anni vive fuori, continua a sentire il richiamo di quella che, scrive, “non è solo una festa. È un linguaggio. Un modo antico – e ancora attuale – con cui l’essere umano continua a fare i conti con ciò che non può controllare del tutto: il cambiamento, la perdita, la trasformazione”) che non tralascia mai le componenti psicoanalitiche (si avvertono gli echi di Jung e Hillman) né quelle storiche e antropologiche, e si evince dalla vasta bibliografia.

Il dott. Ausilio definisce la Bruna “uno spazio in cui emozioni profonde – gioia, tensione, paura, appartenenza – possono emergere e trovare una forma condivisa. Non vengono analizzate, non vengono spiegate, ma vengono vissute. E proprio per questo possono trasformarsi”.

La metafora della distruzione come passaggio inevitabile per una rinascita, il significato dei riti collettivi, una visione nuova e profonda dello strazzo (“Siamo abituati a trattenere, a controllare, a cercare di mantenere intatte le cose che abbiamo costruito. Eppure esistono momenti in cui lasciare andare non è una scelta che possiamo evitare, ma una necessità che ci viene incontro. Lo strazzo, in questo senso, mette in scena questa verità in modo diretto, corporeo, impossibile da ignorare”), sono proposti al lettore con un linguaggio semplice ed emozionale, basato su tesi pisicoanalitiche eppure riportato con estrema chiarezza, tanto da risultare comprensibile anche da chi non ha basi in materia. Pagina dopo pagina, la lettura è accattivante e coinvolgente, a tratti commuove perché in grado di scuotere: “In un’epoca che ha smarrito i linguaggi del sacro, in cui tutto scorre veloce e superficiale, la Bruna si impone come una soglia. Un varco che riapre il contatto con qualcosa di più profondo. Qui non si celebra soltanto una Madonna, ma una figura archetipica: la Madre”.

Ogni fase del giorno più lungo dei Materani (la messa, la processione dei Pastori, la cavalcata, lo strazzo…)  viene scandagliata e ripercorsa con cura, sempre a metà tra racconto e riscontri scientifici, anche con l’ausilio della voce di alcuni dei protagonisti. Nel libro sono infatti presenti QR CODE con le interviste integrali fatte dall’Autore al maestro Mario D’Addiego, a Don Michele Larocca, al cavaliere Michelangelo Losito, all’antropologa Teresa Lazetera, ai “pastori” Stefano e Vito Scarciolla e a Francesco Randazzo, informatico che ogni 2 luglio “si trasforma: corre, urla, lotta per un frammento di carro”.

Sacro e profano, il leitmotiv del 2 Luglio, diventano il cuore pulsante di un volume che, come evidenzia il giornalista Filippo Olivieri nella prefazione, non è una guida turistica “ma una mappa per il proprio labirinto interiore”.

Perché, dalle parole del dott. Ausilio sul senso dello strazzo, “Non tutto ciò che finisce è perduto.

E non tutto ciò che dura è vivo.

Ci sono cose che esistono pienamente proprio perché non restano”.

Distruggere per rinascere non è un libro soltanto da leggere: è da vivere, allo stesso modo della Bruna.

Rossella Montemurro

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