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Dialogo con un figlio mai avuto. “Il giro dell’oca”, il libro più intimo di Erri De Luca

Un uomo sta rileggendo Pinocchio e all’improvviso sente la presenza del figlio: quel figlio che la madre decise di abortire. Quel figlio è diventato adulto e lo ascolta. Accanto a loro c’è solo la fiamma di un camino e un’incredibile nostalgia.
 Idealizzare un figlio mai avuto, dargli voce, confidarsi con lui è un meccanismo che appartiene alla psicologia femminile, eppure Erri De Luca è riuscito, con un’emotività pacata e una dolcezza di fondo, a far parlare un padre con un figlio che, per un aborto, non è potuto venire alla luce. Il giro dell’oca(Feltrinelli) si dispiega tra il passato dell’io narrante – il padre mancato – e il futuro che quel figlio – che, in carne ed ossa, ascolta i racconti del padre per poi prendere la parola – non ha.
A tratti commovente, Il giro dell’oca non fa sconti: c’è tutto il lato materno di un uomo che accarezza il pensiero di un figlio ricordando la propria infanzia, una madre che gli suggeriva di prendere di petto le paure ripetendogli “S’adda tene’ curaggio” – “Bisogna tenere coraggio: non sono arrivato a tenerlo, ho invece perseguitato le paure fino a stordirle” – una giovinezza ormai lontana, la guerra…
Il giro dell’oca è stato definito il libro più intimo di De Luca ed è così.
“I padri vedono partire i figli, non possono fermarli.
Non ti ho visto partire. Ti ho visto venire alla tavola apparecchiata per uno.                 
Ti ho visto seduto. Non mi ricordo se ti ho visto entrare, se mi sono alzato per aprirti.  
Ti sei tolto il cappotto? L’hai appoggiato al gancio del muro? Non me lo ricordo.

Vuol dire che eri in casa, che sei venuto a stare?

No papà, non resto. Domattina al risveglio non mi troverai. La tua tavola continuerà a essere apparecchiata per te solo.
Però non parlerai più al muro, al vetro divisorio di un bicchiere. Ti volterai verso l’angolo dove sono adesso, parlerai con me.


Da stasera in poi sei padre di un assente.


Il figlio estratto da una cena d’inverno è stato una volta per tutte.


Domani ripenserai a stasera e non potrai più dire: quello aspettato ieri non è ancora venuto.


Il tuo passato, prossimo e remoto, sono io e sono venuto ieri.


Questa notte non potrà essere tolta dal registro delle notti, fare che non sia accaduta.


È senza rimedio, come ogni azione commessa.”

Poetico, profondo, autentico: Il giro dell’oca può riassumersi in questi tre aggettivi.
Erri De Luca è nato a Napoli nel 1950. Ha pubblicato con Feltrinelli: Non ora, non qui (1989), Una nuvola come tappeto (1991), Aceto, arcobaleno (1992), In alto a sinistra (1994), Alzaia (1997, 2004), Tu, mio (1998), Tre cavalli (1999), Montedidio (2001), Il contrario di uno (2003), Mestieri all’aria aperta. Pastori e pescatori nell’Antico e nel Nuovo Testamento (con Gennaro Matino; 2004), Solo andata. Righe che vanno troppo spesso a capo (2005), In nome della madre (2006), Almeno 5 (con Gennaro Matino; 2008), Il giorno prima della felicità (2009), Il peso della farfalla (2009), E disse (2011), I pesci non chiudono gli occhi (2011), Il torto del soldato (2012), La doppia vita dei numeri (2012), Ti sembra il Caso? (con Paolo Sassone-Corsi; 2013), Storia di Irene (2013), La musica provata (2014; il libro nella collana “I Narratori”, nella collana “Varia” il dvd del film), La parola contraria (2015), Il più e il meno (2015), il cd La musica insieme (2015; con Stefano Di Battista e Nicky Nicolai), Sulla traccia di Nives (2015), La faccia delle nuvole (2016), La Natura Esposta (2016), Morso di luna nuova. Racconto per voci in tre stanze (2017), Diavoli custodi (2017; con Alessandro Mendini), Pianoterra (2018), Il giro dell’oca (2018) e, nella serie digitale Zoom, Aiuto (2011), Il turno di notte lo fanno le stelle (2012) e Il pannello (2012). Per i “Classici” dell’Universale Economica ha tradotto l’Esodo, Giona, il Kohèlet, il Libro di Rut, la Vita di Sansone, la Vita di Noè ed Ester; ha curato L’ospite di pietra. L’invito a morte di don Giovanni. Piccola tragedia in versi, di Aleksandr Puškin. Sempre per Feltrinelli ha tradotto e curato L’ultimo capitolo inedito de La famiglia Mushkat. La stazione di Bakhmatch di Isaac B. Singer e Israel J. Singer (2013).

Rossella Montemurro

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