Pisa, morta la psichiatra aggredita con una spranga da un ex paziente. L’aggressore: nutriva forti rancori nei confronti della professionista e aveva diversi precedenti. Dovrà rispondere di omicidio premeditato.
Aveva numerosi precedenti comprese molestie a una minorenne e l’aggressione ad uno psichiatra dell’ospedale Versilia di Viareggio. Nei suoi tanti post su Facebook, dove si definiva uno «sciamano mediatore fra invisibile e visibile», c’era la denuncia a presunti complotti, invettive e attacchi contro politici e magistrati.
Le riflessioni della dottoressa Mariarosaria La Becca, psicologa psicoterapeuta responsabile di “più-SICURA, Laboratorio Femminile di Arti Marziali e Psicologia della Difesa Personale” di Potenza.
“Si muore soli.
Solitudine del paziente, uomo o donna che sia, che è il risultato di una falla del sistema sanitario…che, purtroppo, non è capace di riuscire a dare altro spazio oltre i venti minuti, la mezz’ora del colloquio con lo psichiatra, e i cinquanta minuti ogni tanto con lo psicologo, o del progetto riabilitativo di gruppo, tipo di pittura, lettura, etc., una tantum…
Che incontra la solitudine dello specialista, uomo o donna che sia, che oltre le estemporanee equipe di lavoro, vive una dimensione di vita lavorativa “zippata”, che vede scorrere, con un tempo velocissimo, le problematiche sempre crescenti degli utenti, con le loro complessità e sofferenze, talvolta irriconosciute e irriconoscibili agli altri e a se stessi, così profonde da essere, talvolta, difficilmente raggiungibili…
E ci si incontra li, fuori dal lavoro, con proprie solitudini.
L’uno di fronte all’altro…c on la paura negli occhi e nel cuore. Senza strumenti, senza alcuna difesa. Con l’unica differenza che la sofferenza dell’altro, forse, ha meno controlli di quella nostra.
Come se si fosse lì, nel campo di grano e papaveri rossi, insieme a Piero e alla sua guerra.
La guerra di un sistema che cura la salute mentale degli altri, ma che lascia i suoi pavidi soldati al fronte soli e con poche difese a vive e gestire la propria sicurezza e salute mentale.”
Il Laboratorio più SICURA da doversi anni dedica alle donne del capoluogo lucano un percorso di valorizzazione dell’io attraverso l’insegnamento di tecniche di arti marziali miste a riflessioni “psicologiche” e focus group su tematiche come la violenza di genere e non solo, messo in atto dalla direttrice e istruttrice Serena Lamastra insieme con Alessandra Sprovera dell’Accademia delle Arti Marziali e Sport da Combattimento di Potenza e la dottoressa psicologa psicoterapeuta La Becca.
“Ci rivolgeremo all’Ordine dei Medici per proporre il nostro progetto alle donne medico della Basilicata sperando che, se vorranno partecipare al Laboratorio, riusciremo a farle sentire un po’ “più SICURE” e meno sole prima, durante e dopo l’orario di lavoro”, il commento di Lamastra.
