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Da Matera la storia di Chiara, mamma di un ragazzo autistico: “Sogno in grande, combatterò con altre madri per assicurare ai nostri figli un “dopo di noi” degno del loro essere”

Secondo una stima effettuata nell’ambito del “Progetto Osservatorio per il monitoraggio dei disturbi dello spettro autistico” co-coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità e dal Ministero della Salute, in Italia circa 1 bambino su 77 (età 7-9 anni) presenta un disturbo dello spettro autistico. Dai dati più recenti dell’Istituto Superiore di Sanità, risalenti al 2024, nel nostro Paese sono circa 600mila le persone con autismo, di conseguenza sono altrettante le famiglie che devono stare accanto a un congiunto con una neurodivergenza.

Chiara Festa, materana, mamma di Francesco, 23enne autistico, si è scontrata quotidianamente con problemi e difficoltà per assicurare al figlio la migliore assistenza possibile. Francesco ha ottenuto successi scolastici, grazie all’ostinazione di Chiara è stato il primo uditore, dopo estenuanti lotte, della sede materana dell’Unibas, ha frequentato corsi regionali e ha svolto il servizio civile, ha fatto parte degli scout, ha seguito un corso di batteria e si è appassionato al rap e al free-style. Ma la voglia di integrazione di Francesco – avere degli amici, lavorare, fare nuove esperienze… – si è scontrata con una società non sempre disposta ad accogliere e integrare i più fragili e neanche mamma Chiara, con il suo carattere d’acciaio, ha potuto fare granché. Francesco – “ragazzo sensibile, allegro, colto, solare, socievole”, dalle parole di Chiara – fino al 27 giugno 2025 è stato ad alto funzionamento, poi ha avuto un crollo e attualmente è affidato ad un centro con risorse competenti.

Chiara, hai evidenziato che la nostra società spesso non accoglie le esigenze degli autistici adulti: inclusione e integrazione sono ancora concetti che purtroppo non trovano applicazione nella realtà. Secondo te, di cosa c’è bisogno per aiutare concretamente le persone autistiche adulte e le loro famiglie?

“Le persone autistiche adulte hanno bisogno di amici e di un lavoro. Le famiglie hanno bisogno di riposare e di pensare un po’ alla loro vita. Il mio sogno è creare una attività lavorativa formata da ragazzi aut e normodotati, volontari, specialisti come terapisti occupazionali; creare appartamenti dove questi ragazzi imparino a vivere il quotidiano nel “durante noi”. Non voglio essere io genitore ad occuparmi di arricchire la pensione di mio figlio, visto che percepisce solo 343 euro al mese; desidero che sia lui a occuparsi di me, della mia vecchiaia: dovrò essere io ad andarlo a trovare e guardare con orgoglio quello che è riuscito a costruirsi. Desidero che mio figlio col suo primo stipendio mi offra una pizza. Ce la possiamo fare. Sogno in grande, lo so. Chissà…”

Prima dello stress emotivo subito da Francesco, ci sono stati tanti traguardi raggiunti, in primis i successi scolastici. C’è poi una disciplina sportiva, la kickboxing, che lo ha appassionato particolarmente, anche grazie a un istruttore eccezionale, il maestro Tralli. Cosa gli hanno lasciato le lezioni alla Dynamic Center?

“Il maestro Biagio Tralli è un maestro di vita. Gli ha insegnato a sentirsi parte di un gruppo, a controllare la rabbia, a rispettare le regole, ad accettare che non è importante vincere ma partecipare. La Dynamic Center è una grande famiglia dove anche i genitori si sentono parte di essa. Francesco è stato il primo ragazzo con spettro autistico che Biagio ha accolto, ma ha accolto tutto il pacchetto, confrontandosi con certe problematiche con la nostra psicologa. Abbiamo fatto un bel lavoro di squadra.”

Come sta oggi Francesco e come si prospetta il suo futuro?

“Francesco oggi sta meglio, è abbastanza sereno: è amato, seguito, le sue giornate sono piene di attività. Ha ancora l’autostima bassa ma ci stiamo lavorando. È in un centro riabilitativo, ma sinceramente il suo futuro non lo vedo lì. Mi sto già preparando affinché quando rientrerà possa lavorare, vivere e uscire con i suoi amici. Non so se qui o in un’altra città poiché a Matera le prospettive sono pochissime o nulle. Con l’associazione di cui faccio parte stiamo già cominciando a confrontarci. Purtroppo ci vogliono tanti soldi, che non abbiamo, in un territorio completamente individualista.”

Quali consigli ti senti di dare ad una mamma nella tua stessa situazione?

“Le direi che non è sola e di continuare a combattere con altre mamme con figli autistici per assicurare loro un “dopo di noi” degno del loro essere…Tutto è possibile. La frase classica di mio figlio è “verso l’infinito e oltre.”

Rossella Montemurro

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