
“È bastato cambiare un piccolo prefisso: da “dis-” a “pro”-abile per fare tutta la differenza del mondo”. Lo scrive Arturo Mariani – atleta internazionale, mental coach, speaker motivazionale, autore e fondatore dell’ASD Roma Calcio Amputati – nel suo libro Proabilità. Questa mattina, Arturo ha incontrato gli studenti di alcune scuole secondarie di primo grado di Matera su iniziativa dell’Associazione “Giovanni Manicone” che ha promosso il progetto “Insieme per la Vita – Educare alle Relazioni”.
“Le parole hanno un impatto importantissimo dentro di noi, anche a livello neurolinguistico”, ha spiegato Arturo. “Utilizzando il termine disabilità rivolto a una persona, andiamo a indicare quello che non può fare, mettiamo il focus sulle imitazioni. Basta cambiare il focus per cambiare tutto, per questo pro abilità”.
Nato con una sola gamba, Arturo ha trasformato la sua condizione in un punto di forza, costruendo un percorso umano e sportivo che rappresenta un esempio concreto di resilienza, coraggio e determinazione. Dal 2012 gioca a calcio a livello professionistico e ha disputato con la Nazionale Italiana di Calcio Amputati un Mondiale, un Europeo e numerosi tornei internazionali. Oggi è fondatore e capitano dell’ASD Roma Calcio Amputati, la prima squadra della Capitale dedicata al calcio amputati, nonché fondatore dell’Academy Proabile, la prima società di integrazione sportiva del territorio, aperta a bambini, ragazzi e adulti con e senza disabilità, con l’obiettivo di superare i limiti legati alla diversità e promuovere una reale inclusione.
“La risposta dei ragazzi è bellissima, umana. – confida – Si avverte il bisogno di ritornare a quel contatto che un po’ si perso. Nell’Academy Proabile i ragazzi si trovano a loro agio, riescono a esprimersi, perché nei tempi e negli ambienti di oggi spesso non c’è possibilità di tirar fuori quello che si ha dentro. Quando si trova uno spazio ideale si trova anche il potenziale.”
Tra i sogni di Arturo – “Ne ho tanti, come un bambino” – “sicuramente quello di essere un buon papà, oggi sta aspettando la mia seconda figlia, e continuare a scrivere e girare il mondo e cercare di trasmettere quei messaggi positivi che possano dare forza e speranza.
L’associazione Giovanni Manicone, la cui mission è il benessere dei giovani, ha fortemente voluto questo incontro, come sottolinea la presidente Milena Manicone: “Crediamo che crescere non significhi solo imparare ma costruire relazioni positive sane. Oggi vogliamo lanciare un messaggio di speranza di forza, di coraggio e di trasformazione, un po’ come abbiamo fatto noi con l’Associazione, nata per trasformare un dolore”.
L’incontro è stato arricchito dall’intervento della dott.ssa Alessia Fiore, psicologa, formatrice e mental trainer, che ha relazionato, interagendo con i ragazzi, sul tema “Non è sempre facile!”: “Lo scopo – afferma – è far capire che siamo tutti uguali nelle difficoltà. Spesso pensiamo di essere gli unici ad avere dei problemi, siamo invece uniti da un filo che ci accomuna nel vivere sofferenze. Bisogna farle emergere nel momento in cui ci sono, parlarne con amici, persone adulte. Si può anche non parlarne ma fare musica, cantare, scrivere, ballare… semplicemente assecondare una passione, sognare, canalizzare quello che si ha dentro in qualcosa che possa permettere di alleggerirsi dal peso e, piano piano, sgretolarlo in modo tale da poter mettere le ali e spiccare ciascuno il proprio volo.
I nostri amici sembrano tutti perfetti – aggiunge – e invece magari ognuno di loro ha delle fragilità. C’è chi è stata lasciata dal fidanzato, chi si è sentito escluso, altri hanno genitori che litigano… Nei social conta solo l’apparenza, dobbiamo sembrare perfetti e felici e non aver paura delle difficoltà: al contrario, è importante evidenziare che è normale avere paura del dolore e della sofferenza ed è importante iniziare a condividere anche quando le cose non vanno bene”.
Sulla stessa lunghezza d’onda il professor Gianni Fontanarosa, docente di scienze motorie e co-organizzatore degli eventi dell’Associazione “Giovanni Manicone”: “Questo incontro invita i ragazzi a guardare le difficoltà come occasioni di apprendimento e a comprendere che, nella vita come nello sport, costanza e coraggio di ripartire portano a risultati autentici e significativi”.
Tra i partecipanti, gli studenti dell’Istituto Comprensivo “Semeria-Minozzi-Festa” di Matera con le classi 2^A, 2^C e 2^E dei plessi Festa e Cappelluti, insieme alla sezione C del plesso Manzi.
L’organizzazione ha dimostrato come la scuola possa aprirsi al territorio in modo dinamico. Mentre le classi dei plessi Nicola Festa e Cappelluti hanno raggiunto l’auditorium a piedi, gli studenti del plesso Manzi di Borgo La Martella hanno utilizzato i mezzi pubblici e bus dedicati, trasformando lo spostamento in un primo momento di educazione alla mobilità e alla cittadinanza. L’importanza di questa iniziativa risiede nella volontà della Dirigente Scolastica, Arcangela Paolicelli e del corpo docente di portare, di tanto in tanto, l’apprendimento fuori dalle mura scolastiche, offrendo ai ragazzi un contatto diretto con figure ispiratrici..
L’interesse degli alunni è stato tangibile. L’evento ha mostrato ancora una volta come l’educazione dei giovani non passa solo attraverso i programmi ministeriali, ma si costruisce giorno dopo giorno attraverso l’empatia e il confronto. Collegare il mondo della scuola a testimonianze di vita vissuta come quella di Mariani permette agli studenti di sviluppare un pensiero critico e una sensibilità che saranno fondamentali nel loro percorso di crescita. Al termine dell’incontro, i ragazzi sono rientrati nei rispettivi plessi, portando con sé non solo un autografo, ma una nuova consapevolezza su quanto il futuro, in fondo, sia una partita tutta da giocare.
Prossimo appuntamento con l’associazione “Giovanni Manicone” il 14 marzo con un concerto di beneficenza che coinvolgerà artisti locali e contribuirà a sostenere il progetto “GioCanDo for Namibia”.
Rossella Montemurro
