
“Addestrata fin dall’adolescenza al combattimento e cresciuta con allenamenti durissimi e regole ferree, era giunta alla maggiore età convinta che il mondo fosse un luogo ostile da cui proteggersi. Non aveva amici, né le interessava granché costruire relazioni. Anzi, era convinta che fossero una debolezza.”
Eccola Olga Bellomo, una tatuatrice che vive nei pressi del Lago Maggiore, in una casetta tra i boschi, il posto ideale per nascondersi: “Nascondersi e basta, senza relazioni, senza sbavature, dietro la sua attività da tatuatrice. Olga seguiva alla lettera gli ordini del padre: non fidarsi di nessuno, non costruire legami”.
Esperta di tebori, una tecnica di tatuaggi appresa a Londra, proprio quando Olga sembra allentare le difese emotive che il padre – uomo misterioso che le credeva morto prima che le si presentasse all’improvviso – le ha insegnato a tenere sempre ben alte (“Non mostrarti mai fragile”, le diceva. “Non farti indebolire dall’amore”), si ritrova a indagare sull’omicidio di una donna. Il corpo viene scoperto in un bidone della raccolta differenziata, sepolto tra contenitori in Tetra Pak, vecchi giornali e volantini dell’autolavaggio da Sebastian, sindaco di Cheglio amico di Olga, sposato con Max. In paese la gente è sconvolta, la polizia procede a tentoni, ma Cettina, signora delle pulizie dal passato drammatico ha assistito all’omicidio. Il killer l’ha vista e ora le dà la caccia: ecco perché per Olga, insieme ai suoi amici stravaganti, è impossibile non investigare.
Inizia così Comprensorio Rossolago (Einaudi) di Chiara Moscardelli, il secondo volume che ha per protagonista una donna ben lontana da quelle un po’ goffe, alla Bridget Jones, che da sempre l’Autrice descrive con ironia. Olga, invece, è determinata, sa il fatto suo, ha un carattere schivo e un’unica “debolezza” che cerca in tutti i modi di contrastare, fedele ai dettami del padre: il suo unico vero amore, il giornalista di nera Gabriele Pasca.
Comprensorio Rossolago conferma il talento della Moscardelli e la sua bravura nel misurarsi con generi diversi: se è stata la chick-lit a lanciarla con trame spassose e protagoniste irresistibili, non è da meno il giallo, che in questo romanzo ha sfumature rosa con una trama ben congegnata e molto credibile. Le venature umoristiche, poi, stemperano la malinconia e provano a mitigare il peso dei vissuti che caratterizzano alcuni personaggi, a iniziare da Olga.
La Moscardelli ha pubblicato per Einaudi Volevo essere una gatta morta (2011), La vita non è un film (ma a volte ci somiglia) (2013), Volevo essere una vedova (2019 e 2022), e, per la serie che ha come protagonista Olga Bellomo, La ragazza che cancellava i ricordi (2022 e 2024) e Comprensorio Rossolago (2025). Tra gli altri suoi libri, Quando meno te lo aspetti (2015), Volevo solo andare a letto presto (2016), Teresa Papavero e la maledizione di Strangolagalli (2018), Extravergine (2019), Teresa Papavero e lo scheletro nell’intercapedine (2020) e Teresa Papavero e i fantasmi del passato (2023).
Rossella Montemurro
