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“Amicta”: nella Fabbrica del Carro moda, arte e storia per la mostra dedicata agli abiti della Madonna della Bruna

Una Madonna della Bruna iconograficamente classica, rivestita con un manto celeste e da un abito rosso fino al rivolgimento artistico che ha portato alle infioriture barocche; ancora, l’abito che diventa bianco e dorato, abiti di colore verde o quasi marrone: “Amicta” è una mostra suggestiva sugli abiti che hanno vestito la Vergine della Bruna nei secoli e, insieme, un percorso nella storia degli abiti indossati dalla Patrona di Matera, fino a quello giubilare donato dallo stilista di fama internazionale Michele Miglionico: “Tutto ha acquisito un valore particolare quando ho avuto accesso all’archivio diocesano e agli abiti storici della Bruna. – ha raccontato Miglionico – Da quel momento è nato un dialogo intimo con la Bruna, che ho sentito come anche la mia mamma”.

L’esposizione, curata dallo storico dell’arte Fabrizio Perrone e promossa dall’Associazione Maria SS. della Bruna nella Fabbrica del Carro, può essere vistata con ingresso libero, tutti i giorni dalle ore 17.00 alle ore 21.00.

“”Amicta” – sottolinea il dott. Perrone, già nella commissione che si è occupata di valutare i bozzetti per il manufatto in cartapesta della festa della Bruna, è stato il primo storico dell’arte a far parte della giuria che ha decretato il vincitore tra i carri di cartapesta della 66esima edizione del Carnevale Montese – è un termine latino che vuol dire “coprire”, e rimanda non solo al gesto di ricoprirsi degli abiti quanto a quello del ricoprirsi del valore sacro, che in questa mostra vuole essere il fil rouge”.

“Amicta” nasce dalla collaborazione tra l’Associazione Maria Santissima della Bruna e lo stilista Miglionico che nell’inverno del 2024 ha donato l’abito giubilare. Quanti ammireranno la mostra, potranno apprezzare una ricostruzione architettonica fatta con l’intelligenza artificiale della nicchia dei Tre Santi, distrutta nel 1913 per il nuovo assetto urbanistico della città di Matera e che quindi non è più visibile. “Il principio della mostra – aggiunge lo storico dell’arte – è un viaggio anche nella storia che ha accompagnato la vestizione della Madonna della Bruna, dico questo perché proprio a partire dalla nicchia dei Tre Santi abbiamo nella mostra la statua centrale. Sono grato per la collaborazione avuta con il Mata, il museo Diocesano e desidero ringraziare in particolare il vicedirettore Marco Pelosi.

Ringrazio anche l’Associazione Maria SS. della Bruna nelle persone del presidente Bruno Caiella e del delegato vescovile Don Francesco Di Marzio, per la fiducia accordatami; l’APT Basilicata, partner del progetto; le maestranze, i soci che hanno lavorato giorno e notte per realizzare “Amicta” e Carmen Fontana per il prezioso aiuto”.

La ricerca espositiva si avvale del contributo del Museo Diocesano di Matera (MATA) e presenta tessuti, modelli e opere inedite legate alla tradizione religiosa locale. Il percorso si sviluppa anche attraverso riproduzioni di luoghi significativi – come l’edicola dei Tre Santi – non più esistenti, per offrire al pubblico uno spaccato sociale, antropologico e storico della devozione alla Bruna.

L’inaugurazione si è svolta ieri alla presenza del presidente dell’associazione Maria SS. della Bruna, Bruno Caiella, del sindaco di Matera Antonio Nicoletti e del direttore generale dell’APT Basilicata Margherita Sarli. La mostra è realizzata con il patrocinio dell’APT di Basilicata, del MATA – Museo Diocesano di Matera, del Consorzio di bonifica di Basilicata e del GAL. A margine, un momento conviviale promosso dal GAL Start2020, rappresentato dal presidente Angelo Zizzamia, nell’ambito del progetto interterritoriale Brand Basilicata.

Rossella Montemurro

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