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Al via la quarta edizione del progetto “Fare scuola nel quartiere” dell’Istituto Semeria Minozzi Festa di Matera in collaborazione con Unibas e Associazione quartiere Lanera

Si è svolto con successo il primo appuntamento della quarta edizione di “Fare Scuola nel Quartiere”. L’iniziativa del 3 marzo 2026, ha visto protagonisti gli studenti della secondaria di primo grado dell’Istituto Comprensivo Semeria Minozzi Festa di Matera. Le classi 2B, 3A e 3B del plesso “Nicola Festa” hanno varcato le soglie dell’Università degli Studi della Basilicata, presso la sede di Via Lanera, per una mattinata di studio immersivo.

Sotto la guida della Dirigente Scolastica, Arcangela Paolicelli, l’istituto ha confermato la sua vocazione di scuola aperta al territorio, capace di dialogare con le eccellenze accademiche lucane. L’incontro è stato tenuto dalla Prof.ssa Angela Colonna, che ha guidato i ragazzi alla scoperta de “I paesaggi della murgia materana e dell’Avanfossa Bradanica. L’insediamento rupestre”. Si è trattato di una lezione a classi aperte che ha favorito lo scambio e il confronto tra studenti di diverse età accompagnati dai docenti Ornella Altamura, Gabriella Capozza, Tiziana Colucci, Giovanna De Stefano, Palma Frascati e Saverio Tarasco.

La lezione magistrale di martedì 3 marzo 2026 non è stata solo una lezione di storia, ma un’immersione profonda nella “spina dorsale” del nostro paesaggio. Il tema centrale, “I paesaggi della murgia materana e dell’Avanfossa Bradanica. L’insediamento rupestre”, ha permesso agli studenti di decodificare i segni che il tempo e l’uomo hanno impresso sulla roccia.

Le docenti Angela Colonna e Chiara Rizzi hanno illustrato la complessa genesi dell’Avanfossa Bradanica, quella grande depressione strutturale che separa l’Appennino dall’altopiano delle Murge. Capire questo contrasto geologico è fondamentale per comprendere perché Matera si trovi esattamente dove la vediamo oggi. La Murgia è un imponente blocco calcareo, modellato dal carsismo, che ha offerto la materia prima per l’architettura in negativo. L’Avanfossa è il bacino di sedimentazione che racconta una storia di mari antichi e sollevamenti tettonici, definendo i confini agricoli e naturali della regione.

Il cuore della lezione ha riguardato l’insediamento rupestre, inteso non come semplice “grotta”, ma come un sofisticato sistema di civiltà. Gli alunni delle classi 2B, 3A e 3B hanno analizzato come l’uomo abbia saputo sfruttare la porosità della calcarenite per scavare abitazioni, chiese e cisterne, creando un ecosistema sostenibile ante litteram.

Questo studio si inserisce perfettamente nel quadro delle attività STEAM ed ha messo in luce la sinergia di diversi saperi che hanno contribuito a caratterizzare il nostro territorio nel corso del tempo: l’analisi della durezza della pietra e dei sistemi di raccolta delle acque piovane (Scienza e Tecnologia); la comprensione di come le strutture ipogee mantengano una temperatura costante, un esempio arcaico di bioedilizia (Ingegneria storica); l’estetica del paesaggio rupestre come espressione culturale unica al mondo (Arte e Territorio).

L’analisi geomorfologica dell’Avanfossa Bradanica e lo studio dell’architettura rupestre hanno unito scienza, tecnologia e arte in un unico percorso conoscitivo. Inoltre studiare il proprio territorio significa educare alla tutela del patrimonio culturale e ambientale, sviluppando un senso di appartenenza consapevole.

L’evento non è stato un episodio isolato, ma una tappa fondamentale di un percorso in continuità con gli anni passati, giunto ora alla sua IV edizione. Questa stabilità progettuale dimostra l’importanza della collaborazione tra enti, università e comitati di quartiere: una sinergia indispensabile per la formazione dei cittadini del presente e di domani.

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