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Matera scommette sulla frugalità: fare meglio con meno, alla prova dei risultati



MATERA. Cinque miliardi di pizze consumate ogni anno nel mondo, una su dieci sprecata o lasciata nel piatto. E oltre il 21% degli europei a rischio povertà. È da questo paradosso che ha preso le mosse il primo Frugal Festival, che nell’ultimo week end di ottobre ha riunito a Matera oltre cento partecipanti e undici relatori, tra cui due ospiti di rilievo internazionale: Navi Radjou, esperto mondiale di frugal innovation, autore di Economia Frugale, e Pietro Laureano, architetto e consulente UNESCO. Ideato da Alessandro Martemucci, Frugal Manager e creatore del Frugal Management, con il patrocinio del Comune e della Fondazione Matera-Basilicata 2019, il festival ha lanciato una sfida sintetizzata nel motto “Fare meglio, con meno, per un mondo migliore“: dimostrare che è possibile generare più valore utilizzando meno risorse.

Per Navi Radjou, un modello economico misurato quasi esclusivamente attraverso il PIL rischia di consumare le risorse naturali ed escludere ampie fasce della popolazione. La sua proposta si fonda su tre cambiamenti: dalla competizione alla cooperazione, dalla centralizzazione alla produzione distribuita, dall’estrazione alla rigenerazione. Frugale, ha chiarito, non significa low-cost, ma creare valore riducendo sprechi, consumi energetici e migliorando l’impiego di risorse. Tra gli esempi citati, la simbiosi industriale di Kalundborg, in Danimarca, dove gli scarti di un’azienda diventano materia prima per un’altra, e gli ospedali del distretto di Angers, in Francia, che condividono le attrezzature inutilizzate.

Radjou vede in Matera le potenzialità per diventare un modello europeo di economia frugale. “Questa città ha tantissimo da insegnare”, ha affermato, indicando il sistema storico di raccolta, riciclo e riutilizzo dell’acqua. “Un esempio straordinario dal quale il resto del mondo dovrebbe imparare. L’acqua rappresenta infatti una delle grandi sfide del futuro”.
Un tema approfondito da Pietro Laureano, tra i principali artefici del riconoscimento dei Sassi come patrimonio UNESCO nel 1993. Per l’architetto e urbanista, la capacità di utilizzare al meglio le risorse appartiene alla storia stessa di Matera, che ha saputo affrontare per secoli la scarsità d’acqua attraverso un sistema ingegnoso di raccolta e conservazione. “Matera era autonoma per questa risorsa rara, difficilissima in un clima di questo tipo”, ha spiegato Laureano, ricordando le tecniche di captazione delle acque piovane e di quelle di pendio, convogliate attraverso canalizzazioni verso grotte e cisterne. “Intorno a questo sistema è stato costruito un modello di habitat straordinario“. Tra le proposte illustrate da Laureano figura un progetto di rigenerazione delle aree residuali a ridosso del Parco della Murgia, da trasformare in oasi verdi, a partire da una cava abbandonata.

Da questa visione nasce il manifesto “Matera Frugal City”, che raccoglie otto idee e progetti per ripensare la città attraverso interventi a basso costo e alto impatto, dalla mobilità al turismo, fino ai consumi e alla rigenerazione urbana. Il documento, elaborato con il contributo di Laureano e dei docenti Giovanni Schiuma (LUM), Fabrizio Baldassarre (Università di Bari) e Antonio Lerro (Università della Basilicata), è stato presentato dopo i saluti del sindaco Antonio Nicoletti. Tra le proposte figurano incentivi per chi lascia l’auto nei parcheggi perimetrali, attraverso un biglietto del trasporto pubblico valido per l’intera giornata o comprensivo di quattro ore di bike sharing. “Obiettivo 10K” punta invece a favorire la permanenza dei visitatori con percorsi da 10mila passi, mentre “1 ora sola ti vorrei” propone ingressi gratuiti a musei e chiese rupestri per chi dedica un’ora del proprio tempo alla cura di parchi e aiuole. Sul fronte della rigenerazione urbana sono previsti spazi per l’Open Air Fitness, dedicati agli anziani e alle fasce più fragili nel parco di via Timmari, e nuove oasi verdi. Completano il manifesto “Consuma locale”, per incentivare gli acquisti di prodotti alimentari e artigianali del territorio e i pasti nei locali a chilometro zero, e infine “Acqua amica”, una mappa delle fontane pubbliche, a partire dalla Ferdinandea, per ridurre l’utilizzo della plastica monouso a favore del riuso di borracce. Il legame tra cultura, turismo e sviluppo è stato approfondito anche da Margherita Sarli, direttrice dell’APT Basilicata, con un intervento sul Frugal Tourism. Durante il festival è stata inoltre richiamata l’esperienza di Matera Capitale europea della cultura 2019: secondo i dati presentati, a fronte di 49 milioni di euro investiti, l’impatto economico avrebbe superato i 91 milioni. Un precedente che i promotori considerano significativo per dimostrare come un investimento in cultura possa generare valore sul territorio. Carlo Fumo, CEO di Pizzagirls, ha invece presentato il format televisivo inclusivo dedicato alla pizza, rilanciando il Frugal Pizza Day.

Proprio la pizza rappresenta la prima applicazione concreta del progetto Frugal Food presentato nel secondo giorno del festival durante il Frugal Pizza Day, ospitato da Girotondo di Pizza, ha portato la logica frugale in tavola. Le pizze sono state realizzate secondo lo standard Frugal Pizza dal pizzaiolo Gino Lamacchia. L’idea, nata dal pizzaiolo Antonio Nobile assieme ad Alessandro Martemucci, è tornare alle porzioni degli anni Settanta: 250-300 grammi a pizza finita contro i 500-600 di oggi. L’obiettivo è ridurre le porzioni senza rinunciare all’alta qualità degli ingredienti, contenendo gli sprechi e promuovendo un consumo più consapevole che genera benessere.  I promotori stimano che dimezzare il peso delle pizze nel mondo farebbe risparmiare circa un milione di tonnellate di grano l’anno circa il 2% della produzione mondiale. La degustazione ha raccolto apprezzamenti e sorpresa da parte del pubblico, ma la prova decisiva sarà la risposta del mercato. Il primo Frugal Festival ha messo in relazione esperienze internazionali, patrimonio storico e progetti per il territorio. Ora la sfida è passare dalle idee ai risultati: verificare se le iniziative del manifesto favoriranno una maggiore permanenza dei turisti, un uso più diffuso della mobilità integrata e una crescita dei consumi locali. Anche la Frugal Pizza dovrà dimostrare che ridurre le quantità può tradursi in un vantaggio concreto per tutta la filiera. “La sfida è dimostrare che si può fare di più e meglio, con meno risorse“, ha dichiarato Alessandro Martemucci. “Una scommessa che Matera ha appena cominciato a giocare e che, alla prova dei fatti, dovrà misurarsi con risultati, sostenibilità economica e capacità di coinvolgere la comunità“.

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