Pubblichiamo il discorso del sindaco Antonio Nicoletti in occasione delle celebrazioni del 4 novembre:
Autorità civili, militari e religiose, cittadine e cittadini,
il 4 novembre ricordiamo la fine della Prima guerra mondiale e il compimento dell’unità del nostro Paese. Ricordiamo anche chi, allora come oggi, ha messo la propria vita al servizio degli altri. Siamo qui per questo: per dire grazie e per non dimenticare.
Le date e i monumenti ai caduti nelle piazze d’Italia portano nomi di ragazzi partiti dai campi, dalle botteghe e dai rioni, anche dalle grotte di Matera. Molti non sono tornati. A loro dobbiamo un Paese libero, e su tutti noi, oggi, resta la responsabilità di custodirlo, di custodire la libertà che ci è stata consegnata.
Le Forze Armate di oggi non sono solo memoria. Sono una presenza reale, che spesso non vediamo. Sono nelle missioni di pace all’estero, dove donne e uomini italiani anche a costo della loro vita portano sicurezza e aiuto a popolazioni che hanno perso tutto. Le vediamo nelle emergenze di casa nostra: terremoti, alluvioni, incendi e, pochi anni fa, la pandemia, quando i mezzi militari hanno sostenuto ospedali e comunità in difficoltà. E le vediamo ogni giorno nelle nostre città, accanto alle forze dell’ordine, a tutela della sicurezza di tutti.
Questo è l’impegno civile delle Forze Armate: una vicinanza silenziosa, che non fa notizia ma tiene insieme una comunità. I sindaci lo sanno bene, perché nei momenti difficili è a loro che ci si rivolge, sapendo di trovare una risposta.
Oggi le sfide sono cambiate. Ci sono minacce che vediamo, come le guerre tornate alle porte dell’Europa e nel Mediterraneo. Altre sono meno visibili ma altrettanto serie: gli attacchi informatici alle infrastrutture, la disinformazione che divide e indebolisce la fiducia, le crisi che colpiscono i territori più fragili. Sono sfide che toccano la nostra civiltà, il nostro modo di vivere insieme, e minacciano la nostra libertà.
Per questo le Forze Armate sono un’istituzione che si rinnova per essere al passo coi tempi, e sono un’istituzione da tutelare. Vuol dire riconoscerne il valore, sostenerne la preparazione e soprattutto rispettare chi ne fa parte. Una democrazia forte ha bisogno di istituzioni solide, e le istituzioni sono solide quando i cittadini le sentono proprie.
Ai più giovani dico che il 4 novembre è la festa di chi difende la pace e di chi si mette al servizio degli altri. È un valore che riguarda tutti: chi indossa una divisa, ma anche chi fa volontariato, chi si prende cura della propria città, chi ogni giorno sceglie di fare la propria parte, per la difesa della pace e per la libertà facendo il proprio dovere.
A nome della città di Matera ringrazio le donne e gli uomini delle Forze Armate, quelli in servizio qui e quelli lontani da casa, e le loro famiglie, che condividono sacrifici spesso invisibili. Rivolgiamo un pensiero commosso a chi ha perso la vita in servizio, e celebriamo insieme questo presidio di libertà al servizio dello Stato.
Viva le Forze Armate, viva la Repubblica, viva l’Italia.
