Si è giocata ieri, 29 ottobre, la finale della Mediterranean Prison Cup, il torneo di calcio interculturale partito il 24 agosto e che ha coinvolto 21 persone in esecuzione penale della Casa Circondariale di Matera. La Real Sirio, formata da una delegazione dei giocatori delle tre squadre in gara, Liberamente Matera, I Leoni del Mediterraneo e Sassi United, ha affrontato la squadra degli agenti di Polizia Penitenziaria dell’istituto.
L’iniziativa si è svolta nell’ambito di Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026, progetto del Comune di Matera e della Fondazione Matera Basilicata 2019.
L’idea è nata dalle persone in esecuzione penale. Durante una riunione della redazione del giornale penitenziario S-Catenati, dopo aver letto il dossier Terre Immerse con cui la città si è candidata al titolo di Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo, hanno chiesto di partecipare alle attività di Matera 2026 con un torneo di calcio. L’associazione di volontariato penitenziario Disma odv ha raccolto la richiesta e ne ha promosso la realizzazione.
Gli agenti di Polizia Penitenziaria hanno deciso di giocare con le stesse maglie delle persone in esecuzione penale, sullo stesso campo. Per la durata della partita si sono affidati alle stesse regole e allo stesso arbitro degli avversari, in un gesto, non scontato, che riconosce la funzione educativa del gioco e la sua capacità di formare al rispetto delle regole.
A seguire la partita c’erano i familiari e i figli dei giocatori, che hanno incitato dal vivo i propri cari in una giornata condivisa dentro l’istituto. Oltre alla coppa e alle medaglie per tutti i partecipanti al torneo, sono state assegnate due menzioni speciali, al capocannoniere e al miglior giocatore.
Dopo la partita agenti, giocatori e familiari hanno condiviso un buffet preparato da Prison Bread, il forno nella Casa Circondariale inaugurato a luglio, dove lavorano persone in esecuzione penale. È il primo buffet realizzato dal forno.
Hanno seguito l’intera manifestazione il Direttore della Casa Circondariale Domenico Sabella, il Comandante della Polizia Penitenziaria, dirigente aggiunto Giacomo Prudentino, e Carmen Saladino, Responsabile dell’Area pedagogica e il personale dell’Amministrazione penitenziaria e una delegazione della Fondazione Matera Basilicata 2019 insieme alla Direttrice Rita Orlando.
«Il carcere e le persone che vivono al suo interno sono all’attenzione dell’Amministrazione comunale di Matera. Crediamo fortemente che la cultura, il dialogo e la partecipazione debbano essere strumenti capaci di superare ogni barriera, promuovendo inclusione, dignità e nuove opportunità di relazione» dichiara Simona Orsi, Assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Matera. «In questa direzione si inserisce anche la volontà di lavorare insieme al progetto “La Porta della Speranza” con Lord Norman Foster, affinché esperienze come la Prison Cup possano trovare continuità e nuove occasioni di sviluppo. Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026 vuole essere una città capace di includere tutte le sue comunità, senza lasciare indietro nessuno. Anche il carcere è parte integrante di questa visione».
«L’idea del torneo interculturale era già nel dossier Terre Immerse per Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026», dichiara Rita Orlando, Direttrice generale della Fondazione Matera Basilicata 2019. «Vederlo prendere corpo dentro la Casa Circondariale, per iniziativa di chi vive quel luogo ogni giorno, gli ha dato un valore più forte di quello che avevamo immaginato, e ne siamo orgogliosi. Il Mediterraneo che Matera racconta è un Mediterraneo inclusivo, che abbraccia anche quello che è meno evidente per farlo tornare in superficie. Il carcere è una “terra immersa” della nostra città e la sua comunità non è visibile: portarla nel programma con il torneo e con la rivista S-catenati è un modo per darle voce e farla partecipare direttamente, da protagonista, alla costruzione della Capitale».
