“C’è un tempo in cui tutto è possibile, un tempo in cui potremmo diventare chiunque sogniamo di essere. Poi la vita si mette di mezzo e la nostra esistenza si riduce a un singolo istante. (…) Con il senno di poi la gente ripercorre la strada che ha portato alla sua fine, conferendo un significato retrospettivo ai vari punti che ne segnano il cammino. Proprio come Gesù è sempre stato destinato a morire sulla croce, le persone modellano il ricordo di una vita perché conduca sempre a quell’evento inevitabile”.
Il diritto di amare e di essere amati, a prescindere da tutto. È questo il fil rouge dell’intenso Una vita lontana (Garzanti, traduzione di Maria Giulia Castagnone) di M.L. Stedman, l’autrice di La luce sugli oceani, 5 milioni di copie vendute nel mondo e una trasposizione cinematografica. Una vita lontana è uno degli eventi editoriali del 2026, una saga familiare che ha scalato le classifiche inglesi e conquistato la stampa internazionale.
Siamo nel 1958, nella la zona più sperduta dell’Australia occidentale dove la famiglia MacBride gestisce Meredith Downs, una fattoria di 400mila ettari. La quotidianità, scandita dai ritmi della natura e dalle varie incombenze, viene stravolta da un terribile incidente stradale nel quale perdono la vita il capofamiglia, Phil MacBride, e Warren, il figlio maggiore. Lorna si ritrova così improvvisamente sola con i figli Rose e Matt – quest’ultimo con gravi conseguenze dopo il trauma cranico subito per l’incidente, con la memoria gravemente compromessa.
“Da queste parti l’anno possiede un ritmo possente come il movimento delle maree. Definito dal sole e dal suo potere illimitato, il ritmo procede ora senza gli uomini MacBride. Le mangiatoie non si puliscono da sole; le pecore non si presentano si loro spontanea volontà per essere tosate”.
La tragedia non solo si ripercuote sugli equilibri di quel che rimane della famiglia è come se avesse innescato una serie di eventi, una catena drammatica che si abbatte come un marchio: sforzarsi a vivere con chi rimane e ciò che rimane è una scommessa dove il destino spiazza in continuazione.
Con descrizioni vivide e una trama dirompente e forte a livello emotivo, Una vita lontana è romanzo corale che si interroga su come si possa sopravvivere alla colpa e su quale verità lasciamo in eredità a chi viene dopo di noi. Un inno alla resilienza, un invito a fare del proprio meglio, soprattutto quando ci si trova davanti a scelte impossibili.
L’Autrice, nata e cresciuta in Australia Occidentale, attualmente vive a Londra.
Rossella Montemurro
