Riceviamo dal Presidente e dal Direttore dell’Ufficio regionale per la Pastorale sociale e del lavoro, rispettivamente S.E. Mons. Ciro FANELLI e Rosangela MAINO:
1. Gratitudine e adesione. L’Ufficio regionale per la Pastorale sociale e del lavoro esprime gratitudine ai Vescovi di Basilicata per la nota con cui hanno dato voce alle difficoltà del mondo agricolo e dell’autotrasporto, e ne fa proprio l’appello rivolto al Governo e alla Regione. Le mobilitazioni di questi giorni non possono essere ridotte a una questione di viabilità o di ordine pubblico: esprimono la richiesta, composta e responsabile, di cittadini che domandano di poter vivere del proprio lavoro e di vedere riconosciuti i propri diritti.
2. Una questione di giustizia. I rincari del carburante, dell’energia e dei costi di produzione, uniti a una remunerazione dei prodotti spesso inferiore ai costi sostenuti, mettono a rischio la sopravvivenza di numerose imprese, in gran parte a conduzione familiare, e la tenuta dell’intero sistema produttivo. Non si tratta di una fatalità del mercato. Quando il peso delle crisi ricade in misura sproporzionata su chi si trova all’inizio della filiera e dispone di minori tutele, si è di fronte a quelle che il Magistero definisce «strutture di peccato» (cfr. Sollicitudo rei socialis, 36). Il lavoro umano, ricorda san Giovanni Paolo II, è «una chiave, e probabilmente la chiave essenziale, di tutta la questione sociale» (Laborem exercens, 3).
3. Risposte strutturali. Alle Istituzioni si chiedono scelte concrete, non più soltanto misure emergenziali: interventi sul costo del carburante e dell’energia e sulla relativa fiscalità, un’equa remunerazione dei prodotti, maggiore trasparenza nella formazione dei prezzi e un deciso contrasto alle pratiche speculative. In una regione costituita in larga parte da aree interne, sostenere l’agricoltura e l’autotrasporto significa contrastare lo spopolamento e offrire ai giovani la possibilità di restare. Desta inoltre preoccupazione la scarsa attenzione riservata da molti mezzi di informazione nazionali a mobilitazioni che coinvolgono l’intero Mezzogiorno: le difficoltà del Sud non possono restare una notizia soltanto locale.
4. Comunità vicine. Raccogliendo l’invito dei Vescovi a non lasciare nessuno nella «solitudine sociale», l’Ufficio chiede alle parrocchie, alle aggregazioni laicali e alle Caritas di farsi luoghi di ascolto e di prossimità concreta per le famiglie in difficoltà, nella consapevolezza che la vicinanza non può sostituire la responsabilità di chi è chiamato a decidere. A quanti manifestano rinnova l’invito a proseguire con lo stile pacifico e civile finora dimostrato, e affida questo tempo di prova all’intercessione di san Giuseppe lavoratore, perché si aprano vie di giustizia, di dialogo e di pace sociale.
