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“Inaugurata SOULSCAPES, epifanie dell’anima” La nuova mostra di Eustachio Lionetti

Inaugurata SOULSCAPES, epifanie dell’anima la mostra personale dedicata alla ricerca pittorica di Eustachio Lionetti, a cura di Maristella Trombetta, che resterà aperta al pubblico fino al 31 ottobre 2026.

La Galleria Arti Visive, in via delle Beccherie 41, ha accolto un pubblico numeroso e partecipe che si è reso complice delle suggestioni innescate dal percorso artistico proposto da Lionetti con la curatella della professoressa Trombetta.

I paesaggi della Basilicata tratteggiati, espressi e valorizzati proprio dalla luce, uno degli elementi attraverso cui la pittura di Lionetti entra in dialogo con la grande tradizione occidentale del paesaggio: una tradizione che ha progressivamente riconosciuto nella natura non soltanto un soggetto da rappresentare, ma uno spazio capace di esprimere una condizione dell’animo. Nelle sue opere la luce non si limita dunque a descrivere la realtà: la trasfigura, sospendendola tra presenza e assenza, tra visibile e invisibile.

È in questa prospettiva che le opere di Lionetti chiedono allo spettatore non soltanto di guardare, ma di sostare. Di fronte alla tela, il paesaggio diventa un campo di risonanza nel quale ciascuno può ritrovare qualcosa di sé. La Murgia, i calanchi, le montagne non sono più soltanto luoghi della Basilicata, ma luoghi della memoria e dell’immaginazione, capaci di attivare una relazione intima tra ciò che vediamo e ciò che siamo.

In una sospensione che l’artista ha reso plastica, il trattenere l’istante, emerge anche una dimensione sacra della natura, intesa non in senso confessionale, ma come esperienza di prossimità a qualcosa che eccede la misura ordinaria dell’umano. La natura incontaminata diviene luogo di ascolto, e l’atmosfera che avvolge le opere costituisce una soglia tra il mondo esterno e la nostra interiorità.

SOULSCAPES diventa pertanto un itinerario attraverso una Basilicata insieme reale e immaginata, geografica e interiore, nella quale la pittura restituisce alla natura quella capacità di stupore e di raccoglimento che la velocità del presente rischia continuamente di sottrarci.

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