
Nicola Pavese non è stato solo un illustre pittore, uno stimato docente di arte ed educatore per tante generazioni di studenti, un saggista attento che ha pubblicato studi e biografie su artisti e intellettuali, ma anche un appassionato animatore culturale che ha combattuto battaglie civili per la crescita della nostra Basilicata. Lo conobbi nei primi anni novanta durante un’allegra serata conviviale passata in pizzeria, invitato dal maestro Guerricchio del quale Nicola era stato allievo, con vari amici, ricordo tra loro il critico Giovanni Caserta, lo scrittore pugliese Tommaso Di Ciaula, il poeta Giovanni Rossiello. Qualche giorno dopo andai a trovarlo nel suo studio di Via Cererie a Matera, scrissi una recensione sulla sua opera e da allora ebbe inizio una collaborazione intellettuale evolutasi, poi, in una fraterna amicizia. Con Nicola ho condiviso viaggi ed entusiasmanti esperienze, a partire dalle sue mostre: nel ‘97 presentai a Salerno una sua esposizione alla Feltrinelli, omaggio a Luigi Guerricchio, scomparso l’anno prima, tra orizzonti mediterranei e vivaci solarità del nostro Sud. Negli anni poi abbiamo organizzato dibattiti culturali su letteratura e meridionalismo e sulla valorizzazione dell’entroterra lucano. Li tenevamo spesso nella sua Ferrandina, paese dov’era nato, con gli amici dell’Associazione culturale La Cupola Verde che per oltre 15 anni egli ha presieduto. Ai dibattiti che animavano la cittadina aragonese partecipavano intellettuali di primo piano tra cui Rocco Mazzarone, Giovanni Russo, Raffaele Nigro, Mario Trufelli. E dai tanti incontri e articoli pubblicati sul mensile del sodalizio nacque anche un libro, uno spaccato sulla memoria ferrandinese che curammo insieme e che presentammo in Basilicata e in tante città italiane. Negli ultimi anni il suo impegno era rivolto soprattutto alla realizzazione del collegamento ferroviario Ferrandina/Matera dando anche alle stampe un saggio approfondito sull’argomento. Gli devo tanto sotto l’aspetto umano e professionale, è stato un mio riferimento, un fratello maggiore, uomo generoso e di grande intelligenza che fino alla fine, anche quando oramai la malattia lo aveva segnato, ha dato tutto sé stesso per la sua terra. Sono certo che la Basilicata e in particolare la sua Ferrandina saprà ricordare questo suo illustre figlio come merita. Ti saluto Nicola, maestro del colore e intellettuale a tutto tondo, mancherai a tutti noi che ti abbiamo conosciuto, apprezzato e voluto bene, e ogni volta che guarderemo le tue raffinate tele con i magnifici paesaggi meridiani avremo un caro pensiero per te.
La salma sarà vegliata fino alle 20 di questa sera nella cappella dell’ospedale Madonna delle Grazie di Matera. I funerali saranno celebrati domani, 13 ottobre, alle 16 nella Chiesa Madre di Ferrandina.
Filippo Radogna
