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Conferenza UrbIng 2026, tra i relatori il 16 a Potenza anche l’architetto Giuseppe Trabace

Interverranno anche gli architetti Giuseppe Trabace, Veronica Vespe, Domenico Laviola (Studio Trabace e associati) e Beniamino Murgante (Università degli Studi della Basilicata)  sul tema “Dalla frana alla resilienza climatica: rigenerare la cicatrice urbana di Pisticci attraverso un giardino verticale” il 16 ottobre presso il Dipartimento di Ingegneria dell’Università degli Studi della Basilicata, per la ventiseiesima edizione della Conferenza UrbIng 2026, appuntamento dedicato alla condivisione, alla discussione e al confronto sulle attività di ricerca sviluppate nell’ambito della pianificazione spaziale, urbanistica, territoriale e ambientale dalle Scuole e dai Dipartimenti di Ingegneria delle Università italiane.

L’architetto Trabace è il progettista capogruppo del raggruppamento temporaneo di professionisti  che nel rione Croci ha realizzato questa meravigliosa opera nella quale protagonista è il verde: cinquemila metri quadrati con pannelli fotovoltaici, materiali ecosostenibili e migliaia di essenze vegetali. Il Giardino Verticale fa parte di un progetto di rigenerazione urbana e naturalistica dello stesso rione finanziato con un milione e 650mila euro del PNRR.

Gli incontri del 16 e 17 saranno dedicati alla presentazione e alla discussione di progetti di ricerca sviluppati negli ultimi anni, già conclusi o giunti alle fasi finali della loro attuazione. L’obiettivo non è semplicemente quello di realizzare una rassegna dei progetti e dei relativi risultati, ma di utilizzare le esperienze maturate come punto di partenza per una riflessione più generale sull’evoluzione della ricerca urbanistica e territoriale nei Dipartimenti e nelle Scuole di Ingegneria. La presentazione dei progetti consentirà, infatti, di confrontare quadri teorici, metodologie, strumenti di analisi, sperimentazioni e risultati, prestando particolare attenzione alla loro capacità di fornire risposte alle profonde trasformazioni che stanno interessando città e territori. La crescente complessità dei fenomeni urbani, le conseguenze dei cambiamenti climatici, la transizione ecologica ed energetica, il contenimento del consumo di suolo, la rigenerazione urbana, le nuove forme della mobilità e dell’accessibilità, la crescente disponibilità di dati territoriali e lo sviluppo delle tecnologie digitali pongono alla ricerca nuove domande e richiedono approcci sempre più integrati e interdisciplinari.

In questa prospettiva, UrbIng 2026 intende andare oltre la semplice restituzione dei risultati scientifici raggiunti. La conclusione di un progetto di ricerca rappresenta, infatti, anche un momento particolarmente importante per valutarne criticamente il percorso: comprendere quali metodologie abbiano prodotto i risultati più significativi, quali difficoltà siano emerse durante le attività, quali aspetti richiedano ulteriori approfondimenti e, soprattutto, quali nuove domande scientifiche siano scaturite dai risultati ottenuti. Particolare importanza sarà attribuita anche alla capacità della ricerca di produrre ricadute concrete sui processi di pianificazione e governo del territorio. Il confronto tra differenti esperienze potrà consentire di discutere la trasferibilità di metodi, strumenti e risultati dalla dimensione sperimentale a quella operativa, rafforzando il rapporto tra ricerca scientifica, pianificazione, amministrazioni pubbliche, professioni e territori. Uno degli obiettivi principali dell’iniziativa è inoltre quello di favorire il confronto tra i diversi gruppi di ricerca, superando la frammentazione delle singole esperienze. La condivisione dei progetti può infatti mettere in evidenza interessi scientifici comuni, complementarità metodologiche e possibili sinergie tra competenze sviluppate nelle differenti sedi universitarie. La Conferenza di Potenza si configura, pertanto, come un momento di bilancio e, contemporaneamente, di apertura verso il futuro: un’occasione per valorizzare quanto prodotto negli ultimi anni, discutere criticamente approcci e risultati e individuare le questioni sulle quali concentrare le prossime attività scientifiche. L’obiettivo finale è contribuire alla costruzione di una comunità di ricerca sempre più connessa e collaborativa, capace di mettere in relazione esperienze maturate nelle diverse Scuole di Ingegneria italiane e di elaborare nuove prospettive scientifiche e operative per la pianificazione delle città e dei territori contemporanei.     

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