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Matera, l’8 presso il padiglione espositivo della Fondazione SoutHeritage presentazione della residenza artistica internazionale “Unfolding Pathways: Fluid Forms and Hybrid Interpretations of Paper Craft Design” con l’artista Sophie Usunier.

La Fondazione SoutHeritage per l’arte contemporanea è tra i soggetti curatori del programma internazionale di residenze artistiche promosso nell’ambito di “Terre Immerse”, il palinsesto culturale di “Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026”. In questo contesto, la Fondazione realizza la residenza artistica “Unfolding Pathways: Fluid Forms and Hybrid Interpretations of Paper Craft Design”, dedicata alla reinterpretazione contemporanea della tradizione della cartapesta, intesa come dispositivo di ricerca e sperimentazione tra arte contemporanea, patrimonio artigianale e culture del Mediterraneo.La residenza, promossa dalla Fondazione Matera-Basilicata2019 insieme al Comune di Matera, con il sostegno della Regione Basilicata e del Ministero del Turismo, nasce con l’obiettivo di mettere in relazione la ricerca artistica contemporanea con il patrimonio materiale e immateriale di Matera, individuando nella cartapesta non soltanto una tecnica artigianale legata alla tradizione locale, ma una materia aperta alla sperimentazione, capace di generare nuove forme, processi e interpretazioni. Matera, con la sua secolare tradizione legata a questo medium, diviene il luogo privilegiato in cui il sapere artigianale incontra le pratiche dell’arte contemporanea, trasformando una materia apparentemente fragile in uno strumento di ricerca critica sulle dinamiche culturali del Mediterraneo.Lontano da una visione conservativa dell’artigianato, il progetto di residenza promuove un modello di collaborazione tra artisti e maestranze locali basato sulla co-progettazione, sullo scambio di competenze e sulla sperimentazione condivisa. La cartapesta viene così reinterpretata come linguaggio aperto, capace di generare nuove narrazioni e nuovi oggetti culturali, collocandosi in quella fertile zona di confine tra arte contemporanea, design, arti applicate e manifattura.La residenza inoltre, nell’ambito della più ampia riflessione della Fondazione SoutHeritage sui formati espositivi, sui dispositivi di produzione e sulle modalità di ricerca artistica contemporanea, viene assunta essa stessa come oggetto di riflessione critica, superando l’idea della residenza come semplice periodo di permanenza dell’artista finalizzato alla produzione di un’opera. In questo ambito l’atelier di residenza, con la sua apertura al pubblico (dal mercoledì al sabato dalle 17 alle 20) intende proporre la residenza come una forma espositiva estesa che introduce una diversa temporalità nella quale l’opera non viene presentata esclusivamente come risultato, ma come processo in divenire per rendere visibile ciò che normalmente rimane escluso dalla rappresentazione pubblica dell’arte, cioè la dimensione del lavoro e della ricerca. In questo quadro quindi, il tradizionale rapporto tra spazio di produzione e spazio espositivo viene pertanto ridefinito e l’atelier/laboratorio non è presentato più come un luogo separato, preliminare alla mostra, ma diviene parte integrante del progetto in cui il processo di elaborazione dell’artista costituisce esso stesso materia di confronto, osservazione e possibile fruizione pubblica.La residenza, che si svolge a Matera dal 3 al 30 ottobre, accoglie l’artista *Sophie Usunier la cui ricerca interdisciplinare, che attraversa la dimensione rituale, le tradizioni popolari e le forme della memoria collettiva, è chiamata a sviluppare un percorso intensivo d’indagine e produzione in dialogo con il territorio, le botteghe artigiane e la comunità locale. Durante il periodo di residenza sarà inoltre realizzato un programma di laboratori e appuntamenti pubblici, a partecipazione gratuita, che coinvolgeranno antropologi, artigiani, fotografi, storici dell’arte, artisti e rappresentanti di associazioni di categoria attraverso incontri orientati a interrogare e approfondire, da prospettive differenti, le specificità del medium della cartapesta, le sue tecniche e i suoi saperi, nonché il ruolo che questa tradizione artigianale riveste nella memoria, nell’identità e nel patrimonio culturale della città. In questo primo appuntamento del programma è previsto il coinvolgimento e la partecipazione oltre che di Sophie Usunier (artista in residenza) e Rita Orlando (direttrice della Fondazione Matera-Basilicata 2019) anche dell’artista Giovanni Gaggia che, a partire dal suo libro Com’è il cielo in Palestina? (Ed. Mar dei Sargassi 2026), amplierà il campo di riflessione della residenza introducendo una diversa prospettiva sul rapporto tra pratica artistica, memoria, contemporaneità e immaginario mediterraneo. L’incontro, in sinergia con il progetto Atlante del cielo comune (iniziativa per la pace e lo sviluppo delle relazioni tra i popoli del Mediterraneo della Regione Puglia, realizzata da ARTES e curata da Tommaso Evangelista), offrirà l’occasione per interrogare le modalità attraverso cui l’arte può costruire forme di testimonianza e di elaborazione della memoria, mettendo in relazione la dimensione individuale dell’esperienza con quella collettiva e pubblica.Attraverso questa iniziativa, la Fondazione SoutHeritage conferma il proprio impegno nel sostegno di modelli di produzione culturale capaci di mettere in relazione patrimonio materiale e immateriale, ricerca artistica contemporanea internazionale e sviluppo territoriale attraverso la collaborazione con le realtà culturali, associative, artigianali e professionali locali, intese come interlocutori attivi del progetto e non semplicemente come soggetti coinvolti nelle attività. Con questo approccio, la fondazione intende contribuire al consolidamento di una rete di relazioni capace di favorire lo scambio di conoscenze, l’attivazione di nuove forme di collaborazione e la condivisione di competenze, promuovendo un modello di produzione culturale fondato sulla reciprocità, sulla costruzione di reti territoriali volte a rafforzare la capacità del territorio di produrre, condividere e trasmettere conoscenza. 
NOTE BIOGRAFICHE*SOPHIE USUNIER (Neufchâteau_FR, 1971. Vive e lavora Metz_FR)
La ricerca di Sophie Usunier si sviluppa come una pratica di osservazione e di slittamento di significati nella quale oggetti, gesti, suoni e comportamenti apparentemente ordinari vengono sottratti alla loro funzione abituale per diventare dispositivi di relazione, memoria e immaginazione. Sfruttando medium quali l’installazione, la performance, il video, il suono e le pratiche partecipative, la sua ricerca è stata presentata in importanti istituzioni quali:  FRAC Lorraine (Metz, France); CAB, centre d’Art Bastille (Grenoble, France); Pavillon Kayserguet (Strasbourg, France); Placentia Arte (Piacenza, Italy); Neon (Bologna/Milano, Italy); Fabbrica del Vapore (Milan, Italy); Triennale Design Museum (Milan, Italy); Museo Arte Contemporanea (Lissone, Italy), Haarman Bloedow Haus (Berlin, Germany); Museo Laboratorio Ex-Manufactura Tabacchi (Città Sant’Angelo, Italy); Z2o (Roma, Italy); PAV, Parco Arte Vivente (Torino, Italy); Fondazione Cravan (Milan, Italy); Synagogue de Delme (Delme, France).

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