Il Sud, in A volte è complicato, non fa soltanto da sfondo. Entra nella storia, accompagna i personaggi, accende ricordi e desideri, diventa perfino il luogo in cui prendere decisioni capaci di cambiare una vita. Da Sorrento ad Amalfi, fino alle Dolomiti Lucane, il nuovo romanzo di Isa Grassano, pubblicato da Giraldi Editore, attraversa più volte il Mezzogiorno. Sequel di Un giorno sì un altro no, ne prosegue le avventure, pur mantenendo una trama autonoma che consente di leggerlo anche senza conoscere il primo romanzo.
E dalle pagine passa agli incontri con i lettori con due presentazioni in Basilicata: giovedì 1° ottobre a Potenza e sabato 3 ottobre a Matera.
Per la giornalista e scrittrice, originaria di San Mauro Forte e da anni residente a Bologna, è anche un ritorno nella propria terra, presenza costante nel suo lavoro giornalistico e nella sua produzione letteraria.
La prima tappa è in programma giovedì 1° ottobre alle ore 18 a Potenza, nella sede dell’Associazione Insieme ETS, in Viale del Basento 102. Il pomeriggio, organizzato dall’Associazione Insieme ETS in collaborazione con Rec Play Insieme, si aprirà con i saluti istituzionali di Maria Elena Bencivenga, presidente dell’associazione. A dialogare con l’autrice sarà Vito Verrastro, giornalista costruttivo.
Sabato 3 ottobre alle ore 18.30 sarà invece Matera ad accogliere Arabella, protagonista del romanzo, insieme alla sua autrice. L’incontro si terrà all’Hotel San Domenico Al Piano, in Via Roma 15. Introduce Anna Giammetta, giornalista e autrice; modera Rossella Montemurro, giornalista e scrittrice.
La Basilicata, però, non entra soltanto nel calendario delle presentazioni: è già dentro il romanzo. Le Dolomiti Lucane, già presenti in Un giorno sì un altro no, tornano anche nel sequel. Se nel primo libro Arabella arrivava di persona a Castelmezzano, questa volta ci ritorna attraverso una videochiamata, che riporta nella storia il borgo e la Slittovia di Castelmezzano, in provincia di Potenza.
Anche Matera si ritaglia uno spazio nella storia con un piccolo guizzo. A un certo punto Arabella, nel tentativo di tenere a bada le ombre di una sera particolarmente inquieta, accende una lampada dopo l’altra. L’immagine la riporta a una festa molto sentita nella città dei Sassi: «Tante lampade. Tipo le luminarie della Festa della Bruna, a Matera».
Il romanzo intreccia amore, desiderio, amicizia, ironia e seconde possibilità, affrontando anche un territorio meno consueto per la narrativa sentimentale: il rapporto con la morte. Arabella, lavora infatti nel “funerario 3.0”, tra video della memoria, funerali in streaming, cimiteri raccontati attraverso arte, architetture e curiosità e nuove idee legate all’elaborazione del lutto. Ma tra le pagine entrano anche temi molto contemporanei: dalle “coppie bianche”, quelle in cui non c’è o viene meno l’intimità sessuale, al ricorso alla cartomanzia. Alla fine del volume, gli “Appunti sparsi” mettono in relazione alcuni elementi della finzione narrativa con dati, fenomeni sociali e curiosità reali.
Isa Grassano porta così nel romanzo anche lo sguardo della giornalista. Del resto da anni collabora con testate nazionali occupandosi di reportage, storie vere, società, attualità e turismo. È tutor al Master in Giornalismo dell’Università di Bologna e cofondatrice del Constructive Network, nato per diffondere in Italia principi e pratiche del giornalismo costruttivo.
