C’è un filo che lega Milano, Venegono, Roma e ora Chioggia: è la storia di monsignor Michele Di Tolve, che papa Leone XIV ha chiamato a guidare come pastore la diocesi veneta affacciata sulla laguna, subentrando a mons. Giampaolo Dianin, promosso arcivescovo di Gorizia. Una nomina che, per chi ha seguito il suo cammino negli anni, non è una sorpresa: è piuttosto la naturale prosecuzione di una vita spesa accanto ai giovani e ai futuri sacerdoti, sempre con lo stesso tratto riconoscibile — quello di un padre.
Milanese di nascita, classe 1963, sacerdote ambrosiano dal 1989, Di Tolve muove i primi passi importanti del suo ministero nell’ambito che forse più di ogni altro forma il futuro di una comunità cristiana: l’educazione. Come responsabile del Servizio diocesano per l’Insegnamento della Religione Cattolica e della Pastorale Scolastica a Milano, ha lavorato con una cura e una competenza che ancora oggi vengono ricordate da chi ha avuto la fortuna di collaborare con lui: un impegno silenzioso ma solido, fatto di attenzione alle persone prima ancora che ai ruoli.
È però a Venegono, sui banchi e nei corridoi del Seminario Arcivescovile di Milano, che questo tratto trova la sua espressione più piena. Rettore dal 2014 al 2020, Di Tolve diventa per un’intera generazione di seminaristi un punto fermo: non un semplice formatore, ma una presenza amata, capace di ascoltare, accompagnare, credere nelle vocazioni che gli venivano affidate. Chi ha vissuto quegli anni lo racconta ancora oggi con affetto, segno che la sua guida ha lasciato un’impronta che va oltre i programmi formativi.
Nel 2023 papa Francesco intuisce che quella stessa dedizione può servire alla Chiesa universale nel cuore della cristianità. Il 26 maggio lo nomina vescovo ausiliare di Roma, affidandogli la guida del Pontificio Seminario Romano Maggiore. L’ordinazione episcopale, il 2 settembre di quell’anno nel Duomo di Milano — la sua cattedrale d’origine, gremita per l’occasione — segna un passaggio solenne ma coerente: lo stesso pastore, uno spazio più grande. A Roma, Di Tolve continua a essere quello che era già a Venegono: un riferimento costante per seminaristi e sacerdoti, capace di tenere insieme autorevolezza e prossimità.
Ora la chiamata di Leone XIV lo porta lontano da Roma, verso una diocesi più piccola ma non meno viva: quella di Chioggia, terra di pescatori e di fede antica, che attende il suo nuovo vescovo dopo la partenza di mons. Dianin verso Gorizia. Chi ha avuto modo di conoscere Di Tolve negli anni — a Milano come a Venegono, a Roma come altrove — condivide la stessa impressione: là dove va, porta con sé un modo di essere pastore fatto di ascolto, dedizione e vicinanza. Sarà, con ogni probabilità, esattamente questo che la comunità chioggiotta troverà ad attenderla: non solo un vescovo, ma un padre.
Foto da chiesadimilano.it
Nicola Incampo
