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Il maestro Pino Zaccaro racconta l’esperienza di chef referee nel karate ai Giochi del Mediterraneo

E’ stato un giusto riconoscimento per la sua alta professionalità e lunga esperienza quello che il maestro materano di Karate Pino Zaccaro ha avuto nel corso dei XX Giochi del Mediterraneo di Taranto, conclusi lo scorso 3 settembre.  Zaccaro, che lo ricordiamo è stato l’unico arbitro olimpico italiano di karate alle olimpiadi di Tokyo 2020, ha rivestito il ruolo di chef referee, ossia responsabile generale degli arbitri internazionali. Ha coordinato la commissione arbitrale assegnando agli ufficiali di gara i vari incontri e assicurando il rispetto del regolamento e della sua corretta applicazione. Va evidenziato che le gare di karate, nella sola specialità del kumite ossia il combattimento, si sono disputate nelle giornate del 1° e  del 2 settembre al Palasport “Karol Wojtyla” di Martina Franca (Taranto).

Sono stato il supervisore dell’attività arbitrale- ci ha riferito- e ho avuto il compito di informare i tecnici relativamente alle varie fasi della competizione e i diritti che loro avevano durante i combattimenti dei loro atleti. Ad esempio avevo la supervisione nelle gare di karate, dove c’è un punteggio che viene assegnato e nel caso in cui i giudici non attribuiscono un punto e il tecnico invece lo rivendichi egli ha diritto di chiedere la video review classica come avviene in tutti gli sport. Ecco io ho istruito i tecnici su tutte quelle che sono le attenzioni arbitrali da applicare durante le gare. Loro hanno il diritto di far valere la propria visione di un’azione e poi c’è un giudice che conferma oppure no loro richieste”.

Quanti giudici hai coordinato e da dove provenivano?

“Sono stati 26 provenienti da Paesi del Bacino del Mediterraneo e sono tutti qualificati come arbitri internazionali. Con loro ho fatto un briefing informativo sulle regole particolari da attenzionare durante la competizione”.

Come ti sembra sia andata complessivamente la competizione e l’organizzazione della stessa?

“Qualitativamente c’è stato un karate di alto livello anche perché nel Bacino del Mediterraneo ci sono una serie di nazioni fortissime a livello mondiale. Sarebbe quasi un Campionato del mondo e penso che i Giochi del Mediterraneo nella nostra disciplina abbiano realmente un valore mondiale”.

Dopo questa ulteriore esperienza di vertice arbitrale continuerai con nuovi eventi internazionali?

“Alla riunione tecnica con i coach e gli arbitri ho annunciato la mia intenzione di non continuare a fare qualcosa che oramai a me ha dato tutto. Quindi farò altro per la Federazione mondiale ossia nella formazione di tecnici e arbitri per quelle nazioni che vorranno interagire con me”.

Sei stato l’unico arbitro olimpico italiano a Tokyo nel 2020 dove peraltro è stata l’unica volta per la disciplina del karate…

“Anche a Los Angeles dopo Parigi il karate non sarà presente, speriamo venga ricompreso nel futuro”.

Infine parlando di Basilicata, vi è da evidenziare anche la presenza ai Giochi del Mediterraneo di una delegazione della Fijlkam (Federazione italiana judo lotta e karate e arti marziali) lucana presieduta da Pino Attico e composta da Pietro Amendola, Michele Amendola, Daniele De Florio, Vincenza Amendola e Alessia Amendola che dato il proprio contributo fattivo partecipando al team nazionale organizzazione gare nelle discipline dello judo, della lotta e del karate. 

Filippo Radogna

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